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Da Tradizionali A CNC, Sempre Tailor-Made


09/02/2010
Signor Mantovan, quando ha iniziato l'attività in proprio nel campo della revisione e riparazione delle macchine utensili e quali sono state le tappe principali fino ad arrivare all'attività attuale di RCM? Proveniente dalla Minini Rettifiche, dove avevo svolto l'attività di tecnico, iniziai l'attività in proprio con tre soci nel 1984; tra questi c'era Luciano Galimberti con cui 12 anni dopo avrei fondato la RCM ed è tuttora mio socio. Questa prima società ha operato fino al 1987, quando ne fondai un'altra società, la Lega, che operò fino al 1996, partendo sempre dal campo della revisione e della trasformazione delle rettifiche e affrontando in seguito anche i settori dei torni, delle frese (anche a CNC e a montante mobile), dei centri di lavoro verticali e orizzontali, delle macchine a portale.Nel periodo di attività di Lega importavamo dalla Cina e dalla Romania (fino al 1990) la parte meccanica delle macchine, che venivano poi completate con l'elettronica, i motori e l'azionamento. Nel 1996, infine, fondai l'attuale RCM. Fondando la nuova azienda quali settori di attività avete scelto di privilegiare? Con la creazione di RCM ci siamo ancora più specializzati nel campo della trasformazione delle rettifiche da tradizionali a CNC, adattandole alle esigenze specifiche e ai settori di attività dei clienti. Le rettifiche, come dicevo, rimangono il nostro core business, ma l'attività si è estesa anche alle altre macchine asportatrici di truciolo. Le nostre competenze si sono allargate dalla meccanica al cablaggio dei componenti elettrici, all'elettronica e all'oleodinamica: il nostro team comprende infatti specialisti in ciascuna di queste attività. Tutte le macchine revisionate sono dotate di impianto elettrico nuovo e i componenti elettrici, meccanici e oloeodinamici sostituiti vengono garantiti per un anno. In teoria, in presenza di una congiuntura economica così complessa, la macchina usata avrebbe dovuto acquistare quote di mercato rispetto al nuovo. La vostra esperienza conferma questa convinzione? Occorre distinguere tra l'usato di qualità e quello dei costruttori esteri meno qualificati. Le macchine usate dei primari costruttori italiani (Graziano, Grazioli, Lazzati, Alesamonti, ecc.) hanno avuto un buon mercato anche in questa difficile situazione economica; quelle dei costruttori asiatici, di costo più basso e destinate alle applicazioni meno qualificate, hanno risentito sensibilmente della crisi. Abbiamo risentito solo in parte della crisi; le aziende che desideravano disporre di un prodotto di qualità, ma a prezzo contenuto, non hanno interrotto gli ordinativi. Per il resto, dopo una primavera difficile, nei mesi di giugno e luglio si sono registrati segnali incoraggianti di ripresa. Anche alla fine di agosto una proposta d'ordine ferma da due anni finalmente si è concretizzata. Con la ripresa nasceranno anche nuove aziende e, generalmente, quando si avvia un'attività, mancano le disponibilità economiche necessarie per l'acquisto di macchine nuove e si ricorre all'usato di qualità. La nostra esperienza ultradecennale può rappresentare un altro aspetto apprezzato da chi si affaccia sul mercato. Ma l'importante è che si "sblocchino" le banche. Non manca la richiesta di investire in tecnologie, ma l'accesso al credito è diventato un ostacolo insormontabile. E' giusto finanziare solo l'attività delle aziende in salute e non essere eccessivamente generosi nel concedere il fido, ma è fondamentale ritornare a dare fiducia a chi la merita. Ripeto, sto parlando del buon usato: quello tecnologicamente scarso non merita neanche di essere revisionato. È stata utile la vostra scelta di diversificare sia nei prodotti che nei settori applicativi? Sicuramente; questa flessibilità è indispensabile per rimanere sul mercato. Oggi del nostro staff fanno parte 4 persone impegnate a tempo pieno nell'assistenza clienti. Abbiamo anche ottimizzato i tempi di intervento e nel giro di 12- 24 ore riusciamo a rispondere ad ogni richiesta di intervento, indipendentemente dal tipo di problema e dalle responsabilità nostre o dell'utilizzatore. Oltre che delle rettifiche, oggi ci occupiamo di diverse tipologie di macchine utensili: dal tornio ai centri di lavoro, dal seghetto al trapano.E' stato importante avere contatti con i maggiori settori applicativi della macchina utensile; chi lavorava solo con l'automotive quest'anno ha incontrato molte difficoltà. Anche l'esperienza di questi mesi di crisi conferma la correttezza della vostra scelta di privilegiare il prodotto speciale e non quello generalista... Sicuramente, il nostro obiettivo è quello di realizzare macchine che rispondano specificamente alle esigenze del cliente, assicurando un ottimo rapporto prezzo-prestazioni. Infatti, anche trasformando le macchine tradizionali in macchine a controllo numerico, il prezzo è sempre molto inferiore a quello delle macchine nuove (in genere non supera il 40%). Quali sono, a Suo avviso, i punti forti di RCM, che hanno fatto preferire la sua azienda rispetto ad una concorrenza molto numerosa? L'alta professionalità, la rapidità nell'esecuzione dei lavori e la disponibilità dei nostri tecnici a seguire tutte le richieste del cliente, oltre naturalmente all'efficacia dell'assistenza. Sul mercato italiano possiamo disporre di circa un migliaio di clienti e di 1014 macchine revisionate funzionanti. Praticamente, oltre il 95% delle macchine di cui abbiamo eseguito il retrofitting non hanno richiesto ulteriori interventi e sono operative. Avete affrontato esperienze interessanti anche sui mercati esteri? Abbiamo lavorato soprattutto in Romania, dove alcune aziende italiane hanno trasferito la loro attività, e in Svizzera. Ma il cuore della nostra attività si svolge sul mercato interno. Non partecipiamo direttamente alle fiere di settore; capita che negli stand di alcuni costruttori vengano proposte le macchine che abbiamo revisionato. Anche la seconda generazione è entrata in azienda. Quale contributo potrà dare per lo sviluppo dell'attività nel futuro? Il nostro è un mestiere difficile, in cui serve fare una certa gavetta. Mia figlia ha già acquisito una buona esperienza nei campi amministrativo e commerciale. Mio figlio è entrato da poco e ci vorranno almeno cinque anni perché acquisisca l'autonomia sufficiente per sostituirmi a livello tecnico e permettermi di andare in pensione. Per concludere, quali investimenti pensa di affrontare per consolidare il ruolo della sua azienda? La mia ambizione, quando anche mio figlio avrà maturato una certa esperienza in azienda, è quello di acquistare un nuovo capannone in modo da costituire un'azienda nuova, magari affrontando anche la commercializzazione di alcuni prodotti nuovi da affiancare all'usato garantito.

Foto: sopRa, RettifiCa taNGeNziale favRetto tipo RB 1000 RevisioNata tRaDizioNale a DestRa, GiuliaNo MaNtovaN, foNDatoRe e titolaRe Di RCM


Foto: Da siNistRa fResatRiCe aRNo NoMo 30 RevisioNata tRaDizioNale RettifiCa taNGeNziale favRetto a piaNo RotaNte RevisioNata, autoMatiCa CoN visualizzatoRe e ReCupeRo DiaMaNtatuRa iN Basso a siNistRa, RettifiCa peR CiliNDRi taCChella RevisioNata tRaDizioNale







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